Giata In Barca - Galatea

Le nostre imbarcazioni effettuano escursioni e gite in barca nella suggestiva Riviera dei Cedri e nel Golfo di Policastro.
L’attività nasce negli anni 60 grazie all'opera di Nicola Grosso che con il suo piccolo “gozzo” effettuava le prime gite in barca integrando il suo mestiere da pescatore. Oggi sia il figlio Fulvio che il nipote Luca continuano a coltivare non solo il mestiere tramandato dal suo fondatore, ma anche l'idea speciale di offrire oltre al turismo, relax, divertimento, natura storia e cultura. Restando fedeli a tutto questo, l'antica arte della navigazione si sposa con la modernità delle sue imbarcazioni tra cui spicca l’ammiraglia GALATEA.

Itinerario Arcomagno


La grotta marina dell'Arco Magno, a San Nicola Arcella, è un piccolo angolo di paradiso, un luogo incontaminato di incantevole e selvaggia bellezza. Alla grotta si accede da un'ampia fenditura naturale a forma di arco, da cui prende il nome.

All'interno della grotta c'è una spiaggetta, di piccoli ciottoli di granito misto a sabbia, raggiungibile con piccole imbarcazioni o a piedi percorrendo un sentiero aperto sullo sperone di roccia. Dalla parete rocciosa, in un angolo della spiaggetta, sgorga una sorgente d'acqua dolce.

La piccola spiaggetta dell’Arco Magno, nota come spiaggia di Enea, si presenta ai suoi esploratori come un piccolo paradiso terrestre, con una laguna naturale a forma di mezza luna che si estende per circa 25 metri. In passato i saraceni che attaccavano le coste calabresi arrivavano dal mare e proprio qui, nella Grotta del Saraceno, sembrerebbe che i saraceni trovarono una base naturale dove insediarsi.

Ciottoli piccoli di ghiaia costituiscono l’intera spiaggia. Sul lato destro, verso la fine, si apre la Grotta del Saraceno, molto umida, questo per via di una sorgente di acqua dolce al suo interno. Ma la visita all’Arco Magno non finisce qui. Sulla parte frontale della spiaggia di Enea, sono raggruppati scogli e rocce sulle quali si apre un piccolo arco naturale, noto come l’Arco di Enea che secondo la leggenda si trovò a passare in questa zona, proprio dopo la caduta di Troia.


Itinerario Isola di Dino

l percorso migliore per circumnavigare l'isola è quello di seguire la rotta est-nord–ovest e la prima grotta che s'incontra è quella detta del "monaco", a seguire la "grotta delle sardine" così chiamata per le molte sardine che vi si trovano. Superato il frontone, ossia la punta occidentale dell'isola, si incontra l'ampia entrata della "grotta del frontone". A una cinquantina di metri da questa si incontra la "grotta delle cascate" così chiamata appunto per il rumore continuo delle acque che cadono. Subito dopo vi è l'entrata della "grotta azzurra" che è certamente la più bella delle grotte, ricorda quella di Capri, ma è diversa per i colori dell'acqua che vanno dal verde azzurro verde rame in contrasto con l'azzurro pastoso e intenso dei bordi interni della grotta. Poco più avanti, infine, dopo aver superato lo sperone roccioso su cui sorge una costruzione adibita a bar ristorante e dancing a forma di fungo con più peduncoli e al di sotto dei bianchi “trulli”, tipiche costruzioni di forma ovale e di colore bianco adibite a case vacanza, c'è la "grotta del leone" così chiamata per una roccia che immersa nell'acqua ha assunto la forma di un leone accovacciato.

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